Vergogna a Ventimiglia, il cimitero diventa un bivacco di clandestini: “Dormono nelle camere mortuarie”, cittadini furiosi

da Libero Quotidiano – A Roverino, all’ingresso di Ventimiglia, la situazione è fuori controllo. Qui i migranti arrivano a bivaccare anche all’interno del cimitero. Per questo il quartiere ha deciso di prendere provvedimenti: due guardie giurate che presidiano l’entrata. “Perché questa – tuona il sindaco leghista della città di confine, Flavio Di Muro – non è una casbah, neppure un centro sociale. La gente ha il diritto di venire con tranquillità a pregare i propri cari”.

Non è infatti una novità che i migranti usino i bagni pubblici del camposanto, si lavino con l’acqua che dovrebbe servire a innaffiare i fiori e si piazzino sotto l’ombra degli alberi. “Qualcuno di loro è stato sorpreso a dormire nelle camere mortuarie“, aggiunge ormai rassegnato.

Già nei giorni scorsi il primo cittadino aveva fatto sgomberare i giardini pubblici del centro e il greto del torrente Roya dai bivacchi degli stranieri, che da anni affollano questo imbuto lungo la Riviera dei Fiori, al confine con la Francia. Ora serve “pensare all’immagine di Ventimiglia e alla serenità dei suoi abitanti. Alla sicurezza, al commercio. Al turismo”.

All’incirca sono duecento i nuovi arrivi che si registrano ogni giorno a Ventimiglia. Si questi metà riesce a passare la frontiera, ma i restanti attendono giorni. Ed ecco che sostano in largo piazzale periferico giusto di fronte al cimitero, dove le associazioni di volontari distribuiscono pasti e vestiti. Non solo, come spiegato a Repubblica dal custode, “li abbiamo sempre fatti entrare, ricordando loro di lasciare tutto pulito.

Negli ultimi tre mesi avrò ricevuto un paio di lamentele generiche da persone venute a ricordare i loro defunti. Sono spaventati dal vedere uomini di colore scuro: o almeno, ci dicono così”. Ma Di Muro ha foto e video che parlano da soli: “Le cose che hanno documentato sono inaccettabili. Ho il dovere di garantire il decoro della città, partendo da luoghi come questo”.

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