Patrick Zaki cittadino “onorario” di Bologna. La Lega: “Ora il sindaco PD gli paghi un corso di italiano oltre a fargli la festa”

da Libero Quotidiano – È tornato a Bologna Patrick Zaki, graziato dal presidente egiziano Al Sisi con l’intervento del premier Giorgia Meloni. E il ricercatore già annuncia di voler tornare al Cairo per lavorare come «difensore dei diritti umani».

Rientrato in Italia domenica scorsa, rifiutando l’aereo di Stato, dopo tre anni di detenzione in Egitto «per aver scritto un articolo», dagli studi de La7 Zaki è tornato a denunciare quanto accade in Egitto «le prigioni sono piene e spero che quello che è successo non si fermi a me». Parole espresse ovviamente dal traduttore simultaneo, visto che Zaki non parla una parola di italiano.

Dovrebbe fare un corso. Gli farebbero bene un po’ di lezioni d’italiano. Potrebbe regalargliele il primo cittadino di Bologna, Matteo Lepore, oltre a fargli la festa domenica prossima. È la provocazione del consigliere della Lega Giulio Venturi, portavoce del Carroccio sotto le Due torri, che ha già chiesto al Comune quanto costeranno i festeggiamenti in piazza Maggiore (a partire dalle 20,30), nel question time di ieri mattina a Palazzo D’Accursio. (Matteo Lepore, però, non era presente).

«Siamo tutti contenti che il calvario di Patrick Zaki sia finito», ha esordito Venturi, «e che sia potuto tornare finalmente nella sua amata Bologna che gli ha conferito la cittadinanza onoraria». Ma questa manifestazione, «come sarà organizzata e quanto peserà sulle casse del Comune, quindi dei bolognesi. Con l’assenza del sindaco la risposta arriverà probabilmente quando la festa sarà avvenuta»,ha aggiunto il leghista. «Quindi, come al solito, rimaniamo a bocca asciutta, ma questo è un trend al quale questa amministrazione comunale, purtroppo in maniera sbagliata, ci ha abituato», ha protestato l’esponente del Carroccio.

Che non dimentica di tornare su un punto: «Vorrei ricordare i meriti che ha avuto il governo Meloni nell’ottenere un tale risultato». E il ragazzo si è permesso di rifiutare il volo di Stato «messo a sua disposizione per raggiungere l’Italia il prima possibile per mantenere la sua indipendenza: indipendenza da cosa? Non si capisce, era solo un gesto di accoglienza», ha concluso. E le gentilezze non si rifiutano. Ma bisogna saperle apprezzare.

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