Nella Firenze del PD è record di criminalità: spaccio, violenze sessuali e furti. I residenti si rivolgono al ministro Piantedosi

Da Il Giornale – Automobili distrutte, spaccio di droga a cielo aperto, furti nelle abitazioni e nei negozi. Senza contare i casi di violenza, molestie ed aggressioni che sarebbero stati segnalati dalla cittadinanza. E su queste basi, residenti e commercianti del Quartiere 1 di Firenze hanno lanciato una raccolta firme volte a chiudere un implemento della sicurezza.

Un documento sottoscritto da 1200 persone, che proprio nelle scorse ore è stato a quanto pare inviato al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. E che, per quanto nasca (nelle intenzioni dei promotori) come un’iniziativa apolitica, sembra confermare le difficoltà dell’amministrazione comunale Pd nel contrastare con efficacia i fenomeni sopracitati, come evidenziato più volte dal centrodestra nel recente passato.

Una richiesta inoltrata dall’Associazione Borgognissanti, supportata da nove comitati locali (comitato Parterre, comitato via Maso da Finiguerra, comitato i Sopravvissuti del San Lorenzo, associazione Insieme per San Lorenzo, comitato Leopoldaviva, comitato Sicurezza Oltrarno, comitato Cittadini attivi San Jacopino, comitato fiorentino Fiorenza e Palomar via Palazzuolo).

E che si pone l’obiettivo di “sensibilizzare il governo a concordare con le autorità preposte interventi di maggiore efficacia in vista dell’avvicinarsi delle ferie estive, che vedranno inevitabilmente commercianti e residenti allontanarsi dalle proprie attività ed immobile”.

“Sono necessari maggiori risorse di uomini e mezzi per combattere macro e micro-criminalità, spaccio di droga, molestatori seriali in crescita esponenziale nei quartieri della nostra città – ha dichiarato al quotidiano Il Tirreno il presidente dell’Associazione Borgognissanti, Fabrizio Carabba – chiediamo il “poliziotto di quartiere”, che sia in divisa e che diventi “uno di noi”.

Non ragazzi degli “Angeli del bello”, ma persone con capacità ed esperienza per prevenire queste situazioni”. Sulla questione, stamani, è poi intervenuto anche Federico Bussolin, capogruppo della Lega in consiglio comunale. E l’esponente del Carroccio ha puntato il dito contro il sindaco “dem” Dario Nardella, reo a suo avviso di non aver provveduto a rimpolpare l’organico della municipale e di non aver avanzato al ministro Piantedosi richieste ufficiali per potenziare l’organico delle forze dell’ordine.

“Dinanzi ad un’allarmante carenza di organico della polizia municipale, ci saremmo aspettati maggiore attenzione sui “compiti per casa” – la posizione di Bussolin, espresso in una nota – anziché puntare il dito verso il governo avanzando richieste che, durante gli incontri ufficiali con il ministro Piantedosi, non sono mai state formalizzate.

Un dato è certo: l’agitazione sul tema del sindaco conferma le nostre preoccupazioni in merito alla scarsa attitudine di questa giunta nel reprimere le “zone d’ombra” presenti a Firenze, causa di tanti episodi di illegalità in città”.

Leggi la notizia su Il Giornale