Le toghe rosse eversive colpiscono ancora: spacciatore pluripregiudicato non può essere espulso perché ha figli minorenni

da Il Giornale – Era stato condannato in passato per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti, a quanto pare in due distinte occasioni. E proprio alla luce di queste due condanne, il Tar aveva respinto la domanda di emersione dal lavoro nero che la persona in questione aveva successivamente presentato.

Avendo tuttavia a carico dei figli ancora minorenni, al cittadino straniero protagonista di questa vicenda sarà nonostante tutto rilasciato il permesso di soggiorno (sino a quando i giovanissimi non avranno raggiunto la maggiore età).

Lo ha deciso proprio nelle scorse ore la Corte d’Appello, chiudendo in questo modo un procedimento che si trascinava da tempo. Stando a quanto riportato dal sito online PerugiaToday, l’episodio in questione arriva dalla provincia perugina.

E si è trasferito in aula dopo che l’uomo aveva idealmente portato il ministero dell’Interno davanti al Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria, chiedendo l’annullamento (con sospensione cautelare) del provvedimento di rigetto della domanda di emersione da lavoro irregolare emesso dalla prefettura di Perugia. Una decisione che era stata presa sulla scorta di “due sentenze penali di condanna per reati inerenti gli stupefacenti emesse a carico del ricorrente dal tribunale di Venezia”, ma che per il ricorrente era errata in quanto“entrambe relative a fatti di lieve entità” e senza svolgere “alcuna valutazione sulla concreta pericolosità sociale dell’interessato”.

Lo straniero aveva in buona sostanza inoltrato la domanda volta all’ottenimento del permesso di soggiorno per motivi lavorativi, che non era tuttavia stata accettata proprio a causa dei precedenti per droga.

Dopo questo primo “no”, si era quindi rivolto al Tar, ma anche i giudici amministrativi avevano rigettato la richiesta basandosi sempre sulle due condanne sopracitate: non si sarebbe trattato secondo loro di fatti di lieve entità, ma di vere e proprie “ipotesi di condanna automaticamente ostative al rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro, anche quelle, pur non definitive”. Eppure, allo straniero sarà comunque rilasciato l’agognato documento che regolarizza in via temporanea la sua posizione.

Questo perché, nel frattempo, la sezione minorenni della Corte d’Appello di Perugia gli ha concesso “l’autorizzazione alla permanenza nel territorio dello Stato per due anni nel superiore interesse dei figli minori”, con tanto di foglio di soggiorno per assistenza minori con scadenza. Una decisione della quale anche il Tar ha dovuto prendere attoE stando a quanto stabilito dalla Corte, lo straniero potrà quindi rimanere legalmente sul territorio italiano per il prossimo biennio, a dispetto delle precedenti condanne.

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