Le lacrime dell’eco-teppista con l’eco-ansia? False com’è falsa la sua narrazione: chi è l’attricetta fallita di Ultima Generazione (Video)

Da Il Paragone – Chi ha problemi dovrebbe farsi curare, e scusate sa sembriamo cinici. Ma può essere anche che Giorgia Vasaperna non abbia alcun problema, bensì che stesse recitando – bene o male lo lasciamo decidere al lettore, cui riproponiamo l’oramai celebre video.

Spieghiamoci meglio. Si chiama Giorgia Vasaperna la ragazza di cui si fa, in questi giorni, un gran parlare perché soffrirebbe di “eco ansia” come ha detto in lacrime, con voce impostata e una palese teatralità, facendo commuovere – o così pare – anche il ministro dell’ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, durante un’iniziativa connessa al Giffoni Film Festival di Roma.

Ebbene, non ci è voluto molto tempo a scoprire che la ragazza, 27enne siciliana, è un’attrice, nonché femminista e vegetariana, come tiene a precisare sul social Instagram, ed è anche “ally”.

Qua fermiamoci un attimo, giacché, dopo eco ansia, abbiamo imparato un nuovo termine: ally si definiscono le persone etero che nutrono profonda simpatia per le (ossessive) rivendicazioni della comunità LGBT. Insomma, con mirabile sintesi, Il Giornale d’Italia, la definisce “un’Elly Schlein che non ce l’ha fatta”.

Ma chi è (davvero) Giorgia Vasaperna?

Come ricorderete, scoppiando in lacrime, Giorgia Vasaperna si è rivolta al ministro, andando leggermente fuori tema: “In questi giorni la mia terra brucia. Sta bruciando tutto mi chiedo: lei non ha paura? Paura per i suoi figli, per i suoi nipoti? E io non so se voglio avere figli. Sinceramente, ministro, non lo so”.

Poiché “Piuttosto che diventare fascista meglio essere un maiale”, campeggia sul profilo Facebook delle 27enne, il dubbio sorge, essendo anche una aspirante attrice: stava recitando, in un ruolo patetico? Anche perché, lo scrive lei sul social network: “Io sono Giorgia, sono una donna, sono femminista e vegetariana”, parafrasando la Meloni. La catastrofe ambientale, l’apocalisse che i media e una certa politica vogliono darci a bere come fatto con la presunta emergenza sanitaria, oramai alle spalle, fa parte della nuova narrativa mainstream.

Eppure, forse, giova ricordare alla giovane interprete di questa sceneggiata un paio di cosucce: anzitutto, gli incendi che stanno devastando la Sicilia sono dolosi, non sono stati i cambiamenti climatici o il presunto surriscaldamento globale; una seconda cosa, forse, sfugge a Giorgia la (aspirante) attrice, ovvero che ci sono Paesi come la Cina che inquinano a più non posso con le loro industrie e fabbriche gigantesche. Ma forse quelli di Ultima Generazione e compagni credono che i monumenti imbrattati, le strade bloccate, addirittura le opere d’arte colpite, siano una forma efficace di rappresentare il problema.

Sulla Cina niente da dire

Torniamo a parlare della Cina. Perché? Perché, come leggiamo su il Giornale, la ragazza mostra, come una Chiara Ferragni qualsiasi, dei cosmetici realizzati da un noto marchio multinazionale che produce in Cina, e dall’importante impatto ambientale, dunque. Al lettore lasciamo intendere se si possa parlare, quantomeno, di ipocrisia.

A nostro avviso, sì. Vere o meno le lacrime di Giorgia Vasaperna, occorre essere completamente avulsi dalla realtà e dalla quotidianità per non accorgersi dell’indottrinamento green delle nuove generazioni.

Nei cosiddetti Anni di piombo la tipica rabbia giovanile si riversava nelle strade e a mano armata, per opposti motivi ideologici parimenti tragici e sbagliati. Ora il dissenso giovanile è ben incanalato in sceneggiate come questa che abbiamo raccontato, o in azioni sterili e risibili (e illegali) come imbrattare un quadro del Seicento o impedire alle automobili di circolare liberamente.

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