Il “golpe” del PD a Firenze: cittadinanza onoraria ai clandestini minorenni. Vogliono l’inferno delle banlieues anche in Italia

da Il Giornale – Un ordine del giorno per inserire un riferimento allo “Ius Soli” nello statuto del Comune, invitando poi l’amministrazione ad impegnarsi per istituire la cittadinanza onoraria da conferire ai minori stranieri (con l’intenzione di fondo di renderli cittadini italiani ben prima del raggiungimento della maggiore età).

Questo è quanto presentato ed approvato in consiglio comunale nelle scorse ore dalla maggioranza Pd a Firenze, suscitando non poche polemiche. Per un’azione che sta facendo discutere nel capoluogo della Toscana, con la discussione che promette sulla carta di travalicare a breve i confini regionali.

Tutto è iniziato nel corso del confronto che ha portato alla definizione del nuovo statuto comunale, portando a compimento un percorso pluriennale. Non fosse che, praticamente al fotofinish, i “dem” hanno in buona sostanza presentato un nuovo atto a favore dello Ius Soli.

Una richiesta che, si legge nella nota dei dem fiorentini, propone la “cittadinanza onoraria del Comune di Firenze” da “conferire ai minori nati in Italia da genitori stranieri regolarmente soggiornanti o nati all’estero, che abbiano completato almeno un ciclo scolastico o di formazione italiano”. Un provvedimento che ha incontrato l’opposizione della Lega, espressa in un comunicato: Federico Bussolin, capogruppo del Carroccio, ha accusato neanche tanto velatamente la giunta e la maggioranza di impegnarsi maggiormente in battaglie ideologiche piuttosto che nella risoluzione di criticità più impellenti denunciate dai cittadini.

“Una barzelletta, quella dello Ius Soli nello statuto del Comune, perché incapace di incidere sul tema. Per fortuna, al governo del Paese ci sono persone che non vedono nella cittadinanza italiana un biglietto del luna park – le sue parole – ma anzi, viene valorizzata per quello che è: una conquista importante che deve essere meritata. Un atteggiamento prepotente e del tutto scollegato dalla realtà quello del Pd, in quanto per l’ennesima volta la corrente Schlein impone un argomento. Dimenticandosi dei problemi attuali”.

Ma riferimento allo Ius Soli ha in parte lasciato perplesse anche le formazioni consiliari dell’area riformista e progressista, scontente delle modalità attraverso le quali è maturato. Italia Viva ha infatti accusato i dem di aver deciso in totale autonomia, lamentando il mancato coinvolgimento nella questione. Una critica simile è stata mossa anche da Sinistra Italiana, che ha invitato a “non fare politica sulla pelle delle persone”. E la Lega ha rincarato la dose. “Se da un lato, quelli del Pd parlano nel programma elettorale di sicurezza e legalità, dall’altro in quattro anni hanno portato a casa zero risultati sul tema. Per poi parlare solo di Ius Soli e diritti dei clandestini – ha chiosato Bussolin – la città ha il diritto di sapere che, in consiglio comunale, chi governa ignora totalmente le problematiche quotidiane”

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