Gli italiani non credono alle balle catastrofiste degli eco-terroristi: “Troppo allarmismo sul clima”, il sondaggio

da Il Giornale – Per un italiano su tre il catastrofismo sul riscaldamento globale è eccessivo. Questo quanto emerso nel Rapporto Ital Communications-Censis “Disinformazione e fake news in Italia”. Di cambiamento climatico si parla tanto e in modo confuso, alimentando cattiva informazione e negazionismo: entrando nel dettaglio dei numeri, il 34,7 per cento degli italiani è convinto che ci sia un allarmismo esagerato.

Per il 25,5 per cento, invece, l’alluvione di quest’anno rappresenta la risposta più efficace a chi sostiene che si sta progressivamente andando verso la desertificazione. Il 16,2 per cento è invece convinto che il climate change non esista; la percentuale tocca il 18,3 per cento tra gli anziani e il 18,2 per cento tra i meno scolarizzati.

Riflettori accesi anche sulla sostenibilità economica della transizione ecologica. Il Rapporto segnala che secondo il 33,4 per cento degli italiani richiederebbe sforzi e investimenti che in questa fase non ci possiamo permettere e che ci costringerebbero a fare un passo indietro negli standard di vita di benessere e qualità della vita ormai acquisiti. Come riportato da TgCom24, la percentuale tocca il 51,5 per cento tra chi ha al massimo la licenza media, il 36,6 per cento tra gli over 64 anni e il 37,8 per cento tra le donne.

Censis, i dati sull’AI

Il Rapporto Ital Communications-Censis ha poi affrontato il dossier AI ed emerge un dato con forza: per tre italiani su quattro (75,1 per cento) con l’upgrading tecnologico verso l’Intelligenza Artificiale sarà sempre più difficile controllare la qualità dell’informazione. Per il 58,9 per cento, invece, l’AI può diventare uno strumento a supporto dei professionisti della comunicazione. E ancora, l’85,8 ha manifestato il timore di farsi trovare impreparato di fronte al cambiamento tecnologico.

Informazione e fonti

Il Rapporto Ital Communications-Censis “Disinformazione e fake news in Italia. Il sistema dell’informazione alla prova dell’Intelligenza Artificiale” conferma che circa 47 milioni di italiani – il 93,3 per cento del totale – si informa abitualmente almeno su una delle fonti disponibili. Nel dettaglio, l’83,5% usa anche il web e il 74,1% sui media tradizionali. Sono 3 milioni e 300 mila gli italiani che rinunciando ad avere un’informazione puntuale su ciò che accade. I restanti 700 mila italiani non si informano affatto.

Il 64,3 per cento punta su un mix di fonti informative, tradizionali e online, il 9,9 per cento si affida unicamente ai media tradizionali mentre il 19,2 per cento alle fonti online. Da seganalare il fenomeno delle echo chambre – social, blog, forum e così via: sono esposti tutti quelli che frequentano il web e soprattutto i più giovani, tra i quali il 69,1% utilizza la messaggistica istantanea e il 76,6% i social media per informarsi. Per più di un italiano su due – il 56,7 per cento – è legittimo rivolgersi alle fonti informali di cui ci si fida di più a causa del disordine informativo che caratterizza il panorama attuale dell’informazione.

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