“Domani riprenderemo con la lotta”: Zaki cala definitivamente la maschera e prepara la discesa in campo con l’estrema sinistra

Da Il Giornale – Archiviati i festeggiamenti per il ritorno di Patrick Zaki in Italia con l’evento organizzato domenica sera dal Comune di Bologna in Piazza Maggiore, il giovane egiziano dismette i panni di autodichiarato «difensore dei diritti umani indipendente» per assumere quelli di attivista politico.

L’occasione scelta è una conferenza al centro sociale bolognese Làbas intitolata «Egitto, a tredici anni dalla rivoluzione» che Zaki ha tenuto ieri sera insieme all’attivista Nour Khalil. Il Làbas è uno degli spazi più di estrema sinistra e radicali di Bologna dove qualche settimana fa è stato organizzato nel giorno dei funerali di Stato di Silvio Berlusconi il «B. State Funeral Party» per festeggiare la scomparsa del Cavaliere.

Decidere di svolgere una conferenza al Làbas è una presa di posizione politica da parte di Zaki e, se mai vi fossero stati dubbi sul tenore dell’evento, è lo stesso centro sociale bolognese a pubblicare una storia su Instagram con scritto «primo appuntamento politico di Patrick».

Non un generico «prima conferenza», nemmeno un più neutro «evento culturale» ma la scelta di utilizzare l’espressione «appuntamento politico» non è casuale e testimonia come la decantata indipendenza di Zaki nei fatti non esista. La conferenza è stata presentata con l’immancabile uso della schwa a testimonianza dell’attenzione ai temi gender: «Vi invitiamo a discutere con Patrick Zaki e Nour Khalil, attivisti egiziani, per esplorare ciò che resta dei sogni e delle aspirazioni della Rivoluzione, come mappare le evoluzioni dell’Egitto contemporaneo, e come costruire insieme un percorso che determini la liberazione di tutt l prigionier politic egizian e una convergenza euro-mediterranea delle vertenze sociali».

Come spiega Matteo Di Benedetto, capogruppo della Lega al Comune di Bologna: «L’indipendenza di Zaki che l’ha portato a rifiutare il volo di Stato? Temo sia finita o non ci sia mai stata. Proprio Làbas, infatti, il centro sociale di estrema sinistra di cui è ospite a una conferenza, ci ha tenuto a puntualizzare che si tratta del primo appuntamento politico di Zaki».

Di Benedetto si dice poi pronto a confrontarsi politicamente con l’attivista egiziano: «Ma non ci sono problemi, nessuno gli ha mai chiesto di essere indipendente o vuole che non si impegni politicamente. Lui andava liberato non per motivi di appartenenza politica, ma perché condannato per aver scritto sulle persecuzioni ai danni dei cristiani copti in Egitto. Saremo ben felici di confrontarci politicamente con lui come facciamo con chiunque, sui temi genere, a cui si è dedicato, come su qualunque altro tema.

Il confronto e il pluralismo non ci spaventano, sono il sale della democrazia». Prima dell’evento con Zaki gli attivisti del Làbas hanno partecipato all’assemblea pubblica presso la sede del Quartiere Santo Stefano di Bologna in cui si è discusso degli spazi dell’Ex Caserma Masini occupata per anni illegalmente dal centro sociale. Dopo lo sgombero nel 2017, ad aprile è avvenuta un’altra occupazione e qualche giorno fa gli spazi sono stati nuovamente liberati dalla polizia.

D’altro canto non stupisce l’attivismo politico di Zaki (in attesa di vederlo candidato con la sinistra, una volta superato lo scoglio della cittadinanza), lui stesso domenica sera, in occasione della festa organizzata dal Comune di Bologna, non aveva usato giri di parole: «Domani riprendiamo a lottare». Una lotta condotta al fianco della sinistra radicale e dei centri sociali.

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