Dalle professoresse trans agli uomini con le “mestruazioni”: le follie gender dilagano sui social

Da Il Giornale – In questi ultimi anni sui social si vedono diversi reel e video su Tiktok in cui si parla della pluralità di “categorie di genere” che ogni giorno vengono inventate. È importante però chiedersi se questi contenuti siano adatti anche a tutte le età che, molto spesso, hanno accesso a qualsiasi piattaforma online.

Il caso della professoressa “non binaria”

Una docente ha pubblicato un video in cui schernisce le reazioni dei propri alunni nel momento in cui cerca di spiegare loro che non devono chiamarla “maestra” o “professoressa” ma devono appellarsi a lei con un nome che definisce “non binario” in quanto non ha un genere definito.

I commenti degli studenti, i quali sono naturalmente confusi, fanno capire quanto questo fenomeno sia particolarmente destabilizzante per un bambino. La docente riporta tutte le risposte e, con un tono particolarmente sornione, spiega agli studenti disorientati che lei non si identifica in alcun genere.

Le “Drillers Queens”

Un altro video pubblicato su Tiktok racconta di una ragazza di Berlino che deve fare dei lavori in casa. Per sbrigare le faccende pesanti la protagonista chiama le “Driller Queens” che, come affermato dalla giovane, sono al 90% donne mentre la restante percentuale è trans e non binaria.

Questa categoria di persone si fa chiamare con “they/them” poiché non vuole essere definita attraverso un “she/her” che identifica il genere. Nel video viene poi specificato che questa categoria è efficiente al lavoro come un uomo cis, ovvero una persona nella quale collimano il sesso biologico e l’identità di genere, categoria spesso contestata dalle femministe.

Anche gli uomini hanno il ciclo

La campagna lanciata da Luteal, un’azienda che vende prodotti per promuovere la salute mestruale e il sollievo dai sintomi, è apparsa lo scorso mese e, da allora, è diventata virale. In un’immagine pubblicata sul sito ufficiale viene spiegata la missione di promuovere l’istruzione e l’inclusività quando si avvicina al tema del mestruo.

Nella foto dieci uomini transgender e persone “non binarie” indossano biancheria intima bianca contrassegnata da una macchia di sangue. La didascalia recita: “Le persone hanno le mestruazioni”. Una campagna marketing decisamente discutibile dato che gli uomini, per natura, non hanno le mestruazioni.

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