Cittadino turco viene arrestato per terrorismo, ma i giudici di Bologna lo scarcerano: “È un rifugiato politico”

da Il Giornale – Era stato arrestato nelle scorse settimane in provincia di Ravenna, dando così esecuzione ad un mandato di cattura internazionale emesso nel lontano 2000 con tanto richiesta di estradizione in Turchia.

Secondo le accuse giunte dal Paese turco, si tratterebbe sostanzialmente di un terrorista, il quale in passato avrebbe dato istruzioni su come compiere un attentato con la dinamite ad un componente di un’organizzazione terroristica. Considerato però che la persona in questione gode dello status di rifugiato politico dal 2001, la Corte d’Appello di Bologna ne ha decretato proprio nelle scorse ore la scarcerazione, in attesa di sciogliere i dubbi sulla procedura di estradizione.

Protagonista della vicenda che arriva dall’Emilia – Romagna è un uomo di 52 anni di etnia curda, originario della Turchia e residente in Germania.

Stando a quanto riportato dall’Ansa, il cinquantaduenne era finito in manette lo scorso 12 luglio: si trovava in Italia in vacanza ed era stato arrestato nell’hotel di Milano Marittima nel quale soggiornava insieme alla famiglia. Il motivo? Era come detto ricercato da anni, con un ordine di cattura per persuasione e istruzione di un membro di organizzazione terroristica a compiere un attentato dinamitardo. Un reato che la legge turca punisce a quanto sembra con il carcere a vita.

E per quanto riguarda la decisione di estradare l’uomo, come richiesto dalle autorità turche, la Corte non si è ancora espressa. Questo perché i giudici bolognesi, sulla base della documentazione fornita dagli avvocati della difesa, ritengono che“non possa formularsi con un sufficiente grado di sicurezza un esito positivo della procedura” di estradizione. Si sottolinea infatti come l’uomo abbia lo status di rifugiato in quanto a rischio, in caso di rimpatrio, di persecuzioni politiche.

La Corte d’Appello ha poi evidenziato come il cinquantaduenne sia accusato proprio di un reato con connotazione politica, risalente ad oltre due decenni fa. E inoltre “come la Turchia sia stata oggetto di numerose pronunce interne e sovranazionali nelle quali si stigmatizzavano le reiterate violazioni dei diritti umani fondamentali”, nella fase processuale ed esecutiva. Un rischio massimamente ipotizzabile per i cittadini curdi, a detta dei magistrati. Questi ultimi hanno quindi chiesto più tempo per esprimersi sulla richiesta. Giorni che il cinquantaduenne curdo in questione non trascorrerà ad ogni modo in carcere, visto che è stato come detto scarcerato. Dovrà però rispettare la misura cautelare di obbligo di dimora nel Comune di Rimini e divieto di uscire di casa di notte, in attesa della pronuncia in merito alla consegna.

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